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I GIARDINI BOTANICI DI VILLA TARANTO

“Chi cerca di possedere un fiore, vede la sua bellezza appassire, ma chi lo ammira in un campo, lo porterà sempre con sé. Perché il fiore si fonderà con il pomeriggio, con il tramonto, con l'odore di terra bagnata e con le nuvole all’orizzonte.“ (P. Coelho)


La frase di Coelho anticipa perfettamente l’argomento di oggi: Villa Taranto e i suoi giardini botanici, conosciuti in tutto il mondo, per le piante, gli alberi e le differenti varietà di fiori. Villa Taranto è situata a Verbania, in Piemonte, sul Lago Maggiore, e i suoi giardini fanno parte dell’Ente Giardini Botanici. La villa è stata comprata negli anni ’30 del 1900 dal capitano scozzese Neil Mceacharn con lo scopo di creare un giardino botanico all’inglese; egli impiegò circa dieci anni per completare il parco e ristrutturare la villa, oggi non visitabile. I giardini, che ospitano circa 20 mila piante e fiori di specie uniche ed autoctone, sono visitabili da marzo a fine ottobre. Al momento sono chiusi e riapriranno a marzo 2021, in tempo per ammirare le specie rare come ninfee, conifere e felci.


Il viale che porta ai giardini è lungo circa 7 km ed è possibile vedere:

· IL GIARDINO D’INVERNO - è una serra chiusa che in inverno ospita le piante che necessitano di protezione dalle temperature troppo rigide e al tempo stesso ricevono la luce di cui hanno bisogno, attraverso le ampie vetrate;

Giardino d’Inverno Serra con ampie vetrate


· FONTANA DEI PUTTI - chiamata così per le sculture che l’adornano ed è circondata da aiuole che in primavera sono abbellite da fiori di stagione e piante tropicali;

Fontana dei Putti


· GIARDINI TERRAZZATI - sono caratterizzati da un susseguirsi di cascatelle e giochi d’acqua, la vasca per le ninfee e i fiori di loto. Le specie di fiori sono numerose: dai tulipani, alle dalie, dalle piante grasse agli arbusti secolari;

Giardini Terrazzati


· LA VALLETTA - è la parte del giardino che ha richiesto i lavori più importanti. In quanto vi è stato costruito un impianto d’irrigazione che raccoglie l’acqua piovana e la canalizza per tutto il prato. In questo spazio sono presenti ginestre arboree e l’albero dei fazzoletti, originario del sud-est asiatico e chiamato così per i fiori che sembrano dei pezzi di tessuto.

La Valletta L'albero dei Fazzoletti


Nel 2012 una tromba d’aria ha distrutto gran parte degli arbusti, delle piante e dei fiori, ma i giardini sono stati sistemati e organizzati nuovamente, nonostante i danni, per l’apertura di marzo 2013. A tale proposito è presente, in uno degli spazi botanici, un tronco spezzato a ricordo dei danneggiamenti provocati.


I giardini attirano molti turisti ogni anno dal momento che possono ammirare e vedere piante e fiori che provengono da tutto il mondo, anche dai luoghi più remoti e nascosti.

di Martina Fumagalli


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