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CIVITA: LA CITTÁ CHE MUORE

Civita è una frazione di 11 abitanti del comune di Bagnoregio, situata nella Valle dei Calanchi, in provincia di Viterbo (Lazio). Il borgo è definito “città che muore” poiché si sviluppa su una collina di origine argillosa e lavica che si sta pian piano sgretolando, anche a causa degli agenti atmosferici, del disboscamento e del continuo passaggio dei torrenti presenti nella valle. Questi profondi solchi del terreno (o calanchi) sono presenti anche in tutta la gola circostante.

Civita di Bagnoregio e la valle dei Calanchi


Il comune è stato fondato circa 2500 anni fa dagli Etruschi, lungo una delle vie più antiche del tempo che collegava il Tevere al Lago di Bolsena, divenendo così una città fiorente e commerciale grazie alla sua posizione strategica e alla vicinanza con le più importanti vie di comunicazione. L’erosione e lo sgretolamento del terreno sono stati problemi sempre presenti, tanto da portare anche gli stessi Etruschi a compiere opere di contenimento dell’acqua e di protezioni da possibili terremoti o cedimenti del suolo.

Data la sua posizione isolata, l’unico modo per accedere al borgo di Civita è tramite un ponte pedonale di circa 300 metri in cemento armato, costruito nel 1965.

Alla fine della passerella si arriva alla PORTA DI SANTA MARIA che oggi è l’unico accesso al borgo. É stata scavata nel tufo e presenta due sculture raffiguranti dei leoni con una testa umana tra le zampe, a simbolo della vittoria degli abitanti di Bagnoregio sulla tirannia. Il nome della porta deriva dall’omonima chiesa presente e visitabile ancora oggi nella piazza principale.

La porta di Santa Maria e la scultura del leone


Alcuni luoghi di interesse, che rimandano alla civiltà etrusca o al medioevo, all’interno del comune sono:

· CHIESA DI SAN DONATO - costruita intorno al V secolo d.C, ha una pianta romanica a tre navate, una facciata rinascimentale ed il campanile che custodisce due sarcofagi etruschi in pietra. In essa è visibile un affresco della scuola del Perugino ed un crocifisso in legno di pero del ‘400 della scuola di Donatello, apprezzato per il realismo e l’intensità espressiva. La chiesa fu quasi totalmente distrutta da un terremoto nel 1695;

La Chiesa di San Donato ed il crocifisso


· PALAZZO DEGLI ALEMANNI - risale al 1585 e prende il nome dalla famiglia Alemanni di Viterbo, che aveva costruito il palazzo nel corso del Rinascimento. Oggi è sede del Museo Geologico e delle Frane, in cui viene illustrato il singolare rapporto tra Civita ed il suo territorio. In particolare, le quattro sale dell’edificio trattano di differenti discipline che riguardano la sismologia, la geologia, la storia della città e l’archeologia;

Palazzo degli Alemanni, ora Museo Geologico e delle Frane


· GROTTA DI SAN BONAVENTURA - è un’antica tomba etrusca, scavata nella roccia che prende il nome da Frate Bonaventura di Bagnoregio. Secondo una leggenda Bonaventura (il cui vero nome era Giovanni di Fidanza), quando era ancora bambino, fu guarito da una malattia mortale da Francesco d’Assisi e la madre del ragazzo promise al frate che il figlio sarebbe diventato un servitore di Dio.

Ingresso della grotta ed il suo interno


Vale proprio la pena visitare Civita “la città che muore”, perdendosi tra gli scorci più suggestivi del borgo senza seguire un itinerario preciso, in un’atmosfera surreale ed indimenticabile. Ogni angolo del comune racconta la storia del posto, che ha inizio in epoca etrusca e continua per secoli ancora oggi… lasciatevi trasportare dalla bellezza senza tempo di questo luogo.


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